Leishmaniosi viscerale umana in India e Bangladesh: sierologia e fattori di rischio

Bestiame nei villaggi del Bangladesh

Bestiame nei villaggi del Bangladesh

In uno studio longitudinale sulla sieroprevalenza della VL umana, condotto nella regione iperendemica di Bihar in India, non è stata trovata correlazione dello stato sierologico tra soggetti che sviluppano la malattia e quelli che non la sviluppano. Ovvero: lo stato sierologico non può essere utilizzato come predittivo dello sviluppo della malattia in soggetti asintomatici. C’è invece correlazione tra lo sviluppo della malattia ed il fatto di convivere con persone malate; più che un ruolo dei soggetti già malati come fonte di contagio per quelli sani o non infetti, gli Autori ipotizzano una predisposizione genetica su base familiare (Gidwani et al., 2009 [abstractHTMLPDF]).

Ad una conclusione analoga erano già pervenuti Bern e coll. (2005 [abstractHTMLPDF]) in uno studio condotto in Bangladesh. Nelle regioni meridionali dell’Asia l’uomo è considerato il  serbatoio principale di Leishmania donovani. Gli autori hanno rilevato un rischio di sviluppare la malattia 26 volte superiore nelle persone che convivono con malati di VL; la media di durata della malattia prima della terapia è risultata di 4 mesi, fornendo ampie possibilità alla trasmissione vettoriale all’interno della stessa casa. Un certo rischio è stato riscontrato anche nel raggio di 50 metri rispetto alle abitazioni con soggetti malati (per la limitazione della distanza di volo dei flebotomi). Anche gli Autori di questo studio ammettono che possono essere in causa anche altri fattori: predisposizione genetica familiare e deficienze nutrizionali (legate al fatto che all’interno della stessa abitazione l’alimentazione, in genere povera e carente, è uguale per tutti). Invece la vicinanza al bestiame (vacche e bufali) delle abitazioni è associato ad incidenze minori, probabilmente perché i flebotomi preferiscono i grossi ungulati all’uomo per il pasto di sangue. Del resto siccome questi animali non sono sensibili alla leishmaniosi, si ha una diminuzione del tasso d’infettività per i flebotomi (probabilmente è vero anche che il livello nutrizionale delle persone con le bestie nelle vicinanze è superiore). Infine l’utilizzo di reti non trattate (con insetticidi) sui letti è in relazione ad un rischio inferiore del 30% di sviluppare la malattia.

Per cercare di comprendere il reale impatto degli animali domestici (soprattutto bovini) come fattore di rischio per VL, Singh e coll. (2010) hanno condotto un ulteriore studio (sempre in Bihar), anche in considerazione del fatto che la letteratura non è affatto concorde (in alcuni lavori gli animali domestici sono fattori di rischio, in altri di protezione). Convivere durante le ore notturne con animali domestici non è risultato correlato alla VL. Invece fattori di rischio sono risultati le abitazioni con tetto di paglia e la pavimentazione umida, a prescindere dalle condizioni economiche. Per cui gli autori concludono che è importante il miglioramento delle condizioni di abitazione.

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Ultima modifica: 20 luglio 2010 @ 11:25 53''
(Modifica: aggiunto l'ultimo paragrafo)

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