Noduli da Leishmania nel cane
Leishmaniosi canina
Noduli da Leishmania nel cane – Discussione di un caso clinico
M. Giaquinto, M. Ferrara, D. Santoro, A. Testa.
Obiet. Doc. Vet. Marzo 2003;XXIV 3:39-40.
Riassunto
Viene descritto un caso di leishmaniosi con formazioni nodulari in localizzazione atipica.
Estratti
Il polimorfismo sintomatologico rende estremamente impegnativa la diagnosi clinica della Leishmaniosi
.
Caso clinico
Il soggetto era stato portato a visita perché presentava da qualche mese una respirazione russante, accompagnata da uno scolo nasale sieroso con formazione di “bolle”. L’anamnesi riferiva che il cane era già stato sottoposto a terapia antibiotica senza risultati significativi. Si ricorse ad un tampone nasale con conseguente antibiogramma, ma [...], a distanza di poco tempo dal termine della terapia, l’animale presentava le stesse manifestazioni cliniche.
L’esame obiettivo generale e quello particolare dei singoli apparati non mostravano alcuna alterazione, quindi furono eseguiti esami ematologici e biochimici, che risultarono tutti nella norma ad eccezione di un moderato aumento della protidemia totale, con iperglobulinemia ed inversione del rapporto albumina-globuline.Si ricorse ad un’indagine rinoscopica, durante la quale furono rinvenute formazioni nodulari di dimensioni di pochi millimetri nella porzione medio-alta di ciascuna narice. Si effettuò un prelievo bioptico, inviato poi al laboratorio per l’esame istopatologico. Contemporaneamente si effettuò l’immunofluorescenza per la leishmaniosi, che risultò positiva con titolo 1:160, confermata dall’esame istologico:
il materiale asportato corrisponde a parte di epitelio polistratificato e parzialmente cheratinizzato, corrispondente all’antro della cavità nasale. Inoltre in alcune porzioni del campione si osserva un’intensa infiltrazione infiammatoria di tipo linfoplasmocitario nel tessuto subepiteliale, così come una moderata esocitosi linfoplasmocitaria. Non si osservano cellule neoplastiche. La tecnica di immunoperossidasi per la leishmaniosi è positiva.
La diagnosi fu quindi di “rinite con noduli da Leishmaniosi”.Fu praticata terapia con antimoniato di metilglucamina alla dose di 100 mg/kg/die per 60 giorni, associato ad allopurinolo alla dose di 20 mg/kg/die e protratto per 6 mesi. La terapia consentì un graduale miglioramento con il cessare delle manifestazioni cliniche già intorno al 30° giorno dall’inizio del trattamento.
Il controllo ematologico eseguito dopo 2 mesi mostrava un miglioramento del protidogramma, che risultava pressoché normale al termine del sesto mese di terapia.
Il cane è stato portato a visita per un controllo recentemente, ovvero a distanza di 5 mesi dalla sospensione della terapia e non è stata riscontrata recidiva.
Considerazioni e conclusioni
Alla luce di quanto è emerso nel nostro caso clinico e di quanto riscontrato anche in letteratura, è di fondamentale importanza, soprattutto in zone endemiche dove sono sempre più frequenti casi clinici asintomatici od oligosintomatici, sottoporre tutti i cani in primavera ed in autunno ad esame sierologico. Riuscire infatti ad emettere una precoce diagnosi clinica può consentire di intraprendere una conseguente ed immediata terapia, che permette di ottenere una sensibile riduzione della carica parassitaria, di evitare l’evoluzione latente della malattia e quindi di rendere gli animali meno pericolosi dal punto di vista epidemiologico.
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Ultima modifica: 26 giugno 2010 @ 21:46 13''




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