Marbofloxacina + metronidazolo + allopurinolo

Studio preliminare sulla valutazione dell’associazione marbofloxacina, metronidazolo ed allopurinolo su soggetti leishmaniotici affetti da insufficienza renale

Dr Francesco Stefani, Clinica Veterinaria Costa d’Argento – Orbetello Scalo (GR). [ricevuto nel mese di aprile 2006 - Lavoro presentato nel corso del WorldLeish 3, Palermo, aprile 2005]

La leishmaniosi canina è una grave malattia sistemica di difficile diagnosi e terapia sostenuta, nel bacino del Mediterraneo, da L. infantum. I presidi terapeutici attualmente disponibili seppure spesso in grado di risolvere i sintomi clinici, non sono quasi mai sufficienti a provvedere alla sterilizzazione del cane dal parassita e sono inoltre spesso responsabili di effetti collaterali che talvolta ne precludono l’utilizzo.
La mancanza di un farmaco in grado di riunire in sé la capacità di risolvere la sintomatologia clinica, di eliminare totalmente il parassita dall’organismo, di essere privo di effetti collaterali, di non indurre resistenza e, possibilmente, di essere economico, giustifica la ricerca  di presidi alternativi a quelli già noti che abbiano in sé almeno alcuni dei requisiti richiesti. In questa ottica ci siamo rivolti a valutare l’associazione tra una molecola antibiotica, la marbofloxacina, l’allopurinolo ed il metronidazolo iniziando dai soggetti leishmaniotici affetti da insufficienza renale, che come è noto sono i più difficili da trattare nella pratica clinica.

Materiali e metodi

Sono stati selezionati soggetti con azotemia > 100 mg/dl e creatininemia > 2.5 mg/dl, rapporto PU/CU  > 1 non precedentemente trattati o sottoposti a trattamenti che avevano dovuto essere sospesi per l’aggravarsi delle condizioni cliniche del cane. I pazienti erano tutti con positività sierologica IFAT > 1:160, elettroforesi proteica alterata in modo compatibile con lo stato di malattia e, nella maggior parte dei casi, con l’evidenziazione diretta degli amastigoti tramite agoaspirato.
I soggetti (22) sono stati sottoposti a trattamento con marbofloxacina PO 5mg/kg per un mese, allopurinolo 30mg/kg per almeno tre mesi e metronidazolo 15mg/kg PO BID per un mese.
A tale trattamento veniva associata un’adeguata terapia di supporto per l’insufficienza renale con fluidoterapia intensiva, utilizzo di ACE-inibitori, idrossido di alluminio ed eventualmente metoclopramide e ranitidina  nei soggetti che presentavano vomito.Tutti sono stati alimentati con diete per l’insufficienza renale.

Risultati

Ad eccezione di quattro cani deceduti nella prima settimana  per lo stadio oramai  terminale della malattia renale, gli altri 18 casi hanno avuto un miglioramento classificabile clinicamente da buono ad eccellente. 15 cani hanno raggiunto la normalizzazione della frazione globulinica dell’elettroforesi proteica  in un periodo compreso tra un mese e due mesi dall’inizio della terapia, mentre per tre casi è stato necessario aggiungere del Glucantime® dopo la stabilizzazione dei parametri renali. Tutti i cani erano in vita otto mesi dopo il trattamento e non mostravano sintomi di recidiva, la maggior parte di essi manifestava una proteinuria persistente seppure di lieve entità.
Solo due casi più recenti sono stati testati dopo la guarigione clinica con PCR linfonodale risultando negativi, mentre erano positivi al DTH.

Discussione

Recenti lavori sembrano confermare l’efficacia nella terapia della leishmaniosi di alcuni fluorochinoloni (enrofloxacina) sia da soli che in associazione al metronidazolo.
L’efficacia si esplicherebbe attraverso la modulazione della risposta immunitaria con un potenziamento della killing activity macrofagica.
Poco o nulla si sa sull’azione in tal senso della marbofloxacina anche se è probabile un’attività simile a quella dell’enrofloxacina.
I risultati raggiunti nella nostra sperimentazione, seppure parziale, ci porterebbero ad ipotizzare un sinergismo tra l’associazione marbofloxacina-metronidazolo e l’allopurinolo come confermerebbe la buona risposta clinica ottenuta anche su quei cani precedentemente trattati senza successo con solo allopurinolo. Riteniamo pertanto che la nostra esperienza possa aprire la strada a nuove sperimentazioni che, utilizzando anche parametri di valutazione quali la determinazione della carica parassitaria pre e post trattamento, confermino l’efficacia del protocollo che potrebbe essere considerato come seconda scelta nella terapia della leishmaniosi.

Comunicazione personale ulteriore da parte dell’Autore (successiva alla presentazione del lavoro)

Rispetto a quel lavoro, nelle fasi successive dell’applicazione del protocollo non ho tuttavia ottenuto le eccellenti percentuali di risoluzione presentate, e questo non tanto per il mancato funzionamento dell’associazione, quanto perché, per motivi etici, è stato applicato in soggetti con lesioni renali talmente gravi da essere irrecuperabili. Tale associazione non è in nessun modo paragonabile a quella tra il Glucantime® e l’allopurinolo che agisce con attività leishmanicida, ma ha senso in quei soggetti in cui tale associazione è impraticabile. Inoltre, rispetto a quanto presentato, ho tolto il metronidazolo che non mi sembra offrire alcun vantaggio supplementare, ed ho ridotto, in accordo alla casa produttrice, il dosaggio della marbofloxacina da 5 mg/kg a 2,5 mg/kg/die.

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Ultima modifica: 26 giugno 2010 @ 21:39 47''

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