Analisi ematologiche

1. Introduzione (note tecniche)

  • Il sangue raccolto deve essere mischiato all’anticoagulante (nella provetta apposita) il prima possibile con un leggero movimento rotatorio;
  • Se si scuote il campione troppo energicamente si può determinare emolisi che può alterare i risultati delle analisi, in quanto i normali costituenti degli eritrociti vengono rilasciati nel plasma;
  • Se le determinazioni vengono rimandate per più di 1 ora dal prelievo, il campione dovrebbe essere refrigerato (0-4° C), per poi portarlo a temperatura ambiente (20° C) quando saranno eseguiti i test, rimescolando di nuovo;
  • Il sangue intero non deve essere congelato in quanto le cellule ematiche si lisano durante le operazioni di congelamento e scongelamento;

Procedura per ottenere un campione di plasma:

  1. Mescolare il sangue all’anticoagulante nella provetta con un movimento rotatorio leggero 12 volte;
  2. Assicurarsi che la provetta sia tappata per prevenire l’evaporazione durante la centrifugazione;
  3. Centrifugare (entro 1 ora) a 2000-3000 rpm per 10 minuti;
  4. Rimuovere il pasma con una pipetta capillare dallo strato di cellule sul fondo;
  5. Trasferire il plasma in un’apposita provetta che va opportunamente etichettata (data ed ora del prelievo, nome del paziente, numero del caso clinico, ecc.);
  6. Refrigerare o congelare se necessario.

Quando è necessario ottenere il plasma (la porzione fluida del sangue intero, costituito per il 90% circa d’acqua ed il 10% di sostanze disciolte quali proteine, carboidrati, vitamine, ormoni, enzimi, lipidi, sali, anticorpi, ioni ed altre molecole), dopo la centrifugazione il campione non deve essere contaminato dalle cellule sul fondo della provetta:

  • Se il campione di sangue intero non può essere centrifugato entro 1 ora dal prelievo deve essere refrigerato;
  • Se il plasma eparinizzato è stato conservato durante la notte (o comunque per un simile lasso di tempo), prima di eseguire i test deve essere centrifugato di nuovo per rimuovere ogni eventuale residuo di fibrina;
  • I campioni di plasma possono essere refrigerati o congelati, anche se il congelamento può interferire con alcuni test (controllare le istruzioni del materiale analitico specifico).

1.1. Anticoagulanti (di più frequente utilizzo)

1.1.1. Eparina

  • Sotto forma di sali (tra cui quelli del litio), è l’anticoagulante migliore quando il plasma (o siero) va usato per le analisi biochimiche, in quanto è quello che interferisce di meno con tali test;
  • L’eparina inibisce la trasformazione della protrombina in trombina durante la coagulazione;
  • Può determinare livelli fasamente aumentati di fosforo inorganico ed interferire con l’attività di LDH.

1.1.2. EDTA

  • È l’anticoagulante di prima scelta per gli studi ematologici (esempio: strisci) perché non altera la morfologia cellulare;
  • Non andrebbe usato se i campioni di plasma sono destinati ai test biochimici;
  • Forma dei complessi insolubili con il calcio (necessario per la formazione del coagulo);
  • Svantaggi:
    • Può interferire con lo sviluppo del colore in alcuni test per la determinazione di ALP;
    • Lega ioni metallici che possono essere necessari per certe attività enzimatiche;
    • Lega il calcio rendendolo non disponibile per il relativo test quantitativo.

1.2. Fattori che possono influenzare i risultati

1.2.1. Emolisi

Quando viene usata una siringa per la raccolta del sangue, l’emolisi deve essere assolutamente evitata.

Cause che possono indurre emolisi:

  • Utilizzo di una siringa umida;
  • Mescolamento troppo energico con l’anticoagulante;
  • Lasciare l’ago quando il sangue viene trasferito dalla siringa alla provetta (procedura corretta: dopo aver tolto l’ago, far fluire il sangue lentamente sulla parete della provetta, evitando anche che si formino delle bolle);
  • Congelamento del sangue intero.

I fluidi provenienti dagli eritrociti lisati possono diluire il campione e ciò può indurre dei livelli falsamente più bassi di alcune sostanze. Così come alcuni componenti provenienti dai globuli rossi, che normalmente non sono presenti in alte concentrazioni nel siero o plasma, possono risultare falsamente innalzati: si possono avere livelli più alti di potassio, fosforo organico ed alcuni enzimi.

L’emolisi interferisce con l’attività della lipasi e la determinazione della bilirubina.

1.2.2. Contaminazione chimica

Non sono necessarie provette sterili per la raccolta del sangue da utilizzare nei test biochimici di routine. Però le provette debbono essere chimicamente pure (per esempio non ci deve essere traccia di detergenti).

1.2.3. Etichettatura non corretta

Le provette debbono essere etichettate subito dopo il prelievo del campione (data ed ora, nome del paziente, ecc.).

1.2.4. Manipolazione impropria del campione

Idealmente tutte le analisi andrebbero eseguite entro 1 ora dal prelievo, cosa che ovviamente non è sempre fattibile.

Si deve impedire il riscaldamento eccessivo del campione in quanto il calore può distrurre alcune sostanze ed attivarne altre (enzimi).

1.2.5. Influenza del paziente

Quando risulta praticamente fattibile, il campione andrebbe prelevato col paziente a digiuno, in quanto subito dopo i pasti i livelli di glucosio sono in genere aumentati e quelli di fosforo inorganico diminuiti. Inoltre la lipemia postprandiale determina l’intorbidimento del siero o plasma (alcune determinazioni possono risultare disturbate); mentre non c’è bisogno di evitare l’assunzione d’acqua prima del prelievo.

2. Test epatici

Enzimi associati a danno epatocellulare
Sostanza Note Stabilità
ALT (GPT)
  • Usato come test di screening per malattia epatica generica (non identifica una patologia epatica specifica);
  • Non c’è nessuna relazione tra i suoi livelli e la gravità del danno epatico;
  • Evitare emolisi e lipemia (possono aumentare la concentrazione dell’enzima)
  • 1 giorno a 20° C;
  • 1 sett. 0-4° C;
  • Non si dovrebbe congelare
AST (GOT)
  • Presente negli epatociti ma anche in eritrociti, miocardio, muscolo scheletrico, reni e pancreas;
  • Livelli aumentati possono indicare un danno epatico aspecifico ma anche eccessivo esercizio muscolare o essere la conseguenza di iniezioni intramuscolari. Le cause più frequenti sono comunque:
    • Malattia epatica;
    • Infiammazione o necrosi muscolare;
    • Emolisi (spontanea o come artefatto; andrebbe controllata osservando macroscopicamente il campione e/o eseguendo l’ematocrito sul sangue intero);
  • Evitare emolisi e lipemia (possono aumentare la concentrazione dell’enzima)
  • 2 giorni a 20° C;
  • 2 sett. 0-4° C;
  • molti mesi a -20° C
SDH
  • Può essere usato in tutte le specie per rilevare un danno epatocellulare o necrosi, anche senza il bisogno di ricorrere alla determinazione di ALT;
  • Ha lo svantaggio di essere instabile nel siero e la sua attività declina rapidamente (misurare entro 12 ore);
  • L’emolisi non pare interferire coi risultati
Instabile a qualsiasi temperatura
Enzimi associati a colestasi
Sostanza Note Stabilità
ALP
  • Presente sotto forma di isoenzimi in molti tessuti, come gli osteoblasti dell’osso, i condroblasti della cartilagine e le cellule del sistema epatobiliare del fegato;
  • Negli animali giovani la maggior parte dell’enzima proviene dagli osteoblasti e dai condroblasti per l’attivo sviluppo osseo, mentre negli adulti proviene dal fegato;
  • L’EDTA o gli anticoagulanti di ossalato non andrebbero usati
  • 8 giorni a 20° C (un leggero incremento si può osservare dopo 2-3 giorni);
  • 8 giorni 0-4° C;
  • 8 giorni a -20° C
GGT
  • La fonte primaria (benché non l’unica) dell’enzima è il fegato;
  • Altre fonti: reni, pancreas, intestino, fibrocellule muscolari;
  • Risulta aumentata nelle patologie epatiche principalmente ostruttive;
  • L’emolisi non interferisce coi risultati al contrario del prolungato contatto con gli eritrociti (centrifugare il prima possibile il sangue intero)
  • 2 giorni a 20° C;
  • 1 sett. 0-4° C;
  • 1 mese a -20° C
Altri test di funzionalità epatica
Sostanza Note Stabilità
Acidi biliari
  • I livelli sierici sono aumentati normalmente dopo il pasto perché la cistifellea si è contratta ed ha rilasciato la bile nel duodeno. Per questo in genere la loro determinazione va fatta a digiuno;
  • Livelli elevati possono essere dovuti ad anormalità della circolazione epatica o portale:
    • Shunt congeniti porto-sistemici;
    • Epatite cronica;
    • Cirrosi epatica;
    • Colestasi;
    • Neoplasie;
  • Il test è aspecifico e quindi spesso utilizzato come screening di malattia epatica;
  • Il test può rivelare problemi epatici prima che l’animale divenga itterico e può essere utilizzato per valutare la terapia;
  • Emolisi e lipemia possono determinare risultati falsamente diminuiti
Bilirubina
  • La bilirubina coniugata (diretta) è aumentata in corso di danno epatocellulare o dei dotti biliari o loro ostruzione;
  • La bilirubina non coniugata (indiretta) è aumentata in seguito ad eccessiva emolisi o per difetti nel meccanismo di trasporto della b. negli epatociti (per la coniugazione);
  • Emolisi: induce livelli falsamente diminuiti se viene utilizzato il metodo diazo;
  • Campioni di sangue lipemici non devono essere utilizzati;
  • La b. è sensibile alla luce per cui i campioni vanno conservati al buio (l’esposizione alla luce solare diretta per 1 ora può diminuire i livelli di b. fino al 50%; la b. non coniugata è più sensibile di quella coniugata)
  • Instabile a 20° C;
  • 2 sett. a 0-4° C al buio e fino a 3 mesi a -20° C
Bibliografia: Charles M. Hendrix – Laboratory Procedures for Veterinary Technicians – Mosby, 2002.

3. Parametri di riferimento

Vengono riportati i valori normali nel cane e nel gatto.

Essi valori sono da intendersi come puramente indicativi. Fonti bibliografiche diverse possono riportare “intervalli di normalità” leggermente differenti. Idealmente ogni laboratorio dovrebbe stabilire i propri parametri in funzione di strumentazione, procedure e reagenti.

3.1. Elettroliti e sostanze inorganiche

Intervalli di riferimento dei parametri normali degli elettroliti e sostanze inorganiche del sangue nel cane e nel gatto
Parametri Cane Gatto
Sodio (mmol/l) 140 – 155 145 – 158
Potassio (mmol/l) 3,5 – 5,1 3 – 4,8
Cloro (mmol/l) 95 – 125 95 – 120
Magnesio (mmol/l) 0,6 – 1,3
Calcio (mg/dl) 8 – 12
fino a 6 mesi d’età 7 – 11
Ferro (µg/dl) 110 – 170
Osmolalità plasmatica (mOsm/kg) 280 – 310
Equilibrio acido-base (pH) 7,31 – 7,42 7,24 – 7,40
Gas ematici:
pCO2 (mm Hg) arteriosa 29 – 36
pCO2 (mm Hg) venosa 29 – 42
pO2 (mm Hg) arteriosa 85 – 95
pO2 (mm Hg) venosa 40 – 60
Bicarbonato (mEq/l) 17-24
Eccesso di basi ± 2,25

3.2. Ematologia

Parametri emocromocitometrici normali nel cane e nel gatto
Parametri Cane Gatto
Eritrociti (RBC) (x 106/µl) 5,5 – 8,1 5 – 9
Emoglobina (Hgb) (g/dl) 15 – 19 8 – 17
Ematocrito (Hct, PCV) (%) 44 – 52 27 – 47
MCV (volume corpuscolare medio) (fl) 66 – 77 39 – 55
MCH (emoglobina corpuscolare media) (pg) 19,5 – 24,5 12,4 – 17,5
MCHC (concentrazione emoglobinica corpuscolare media) (g/dl) 32 – 36
Piastrine (Plt)/µl 175.000 – 400.000
Reticolociti (%) 0 – 1,5 0 – 0,4
Leucociti (WBC)/µl 6.000 – 12.000 5.000 – 11.000
Granulociti neutrofili (%) 55 – 77 53 – 79
Granulociti neutrofili/µl 3.000 – 10.000 2.500 – 10.000
Granulociti eosinofili (%) Fino a 5 Fino a 6
Granulociti eosinofili/µl 100 – 750 0 – 750
Granulociti basofili (%) 0
Linfociti (%) 12 – 20 20 – 55
Linfociti/µl 1.000 – 4.800 1.000 – 7.000
Monociti (%) Fino a 5 Fino a 4
Monociti/µl 150 – 1.350 0 – 850

3.3. Emocoagulazione

Parametri emocoagulativi normali nel cane e nel gatto
Parametri Cane Gatto
Tempo di sanguinamento cutaneo o labiale (min.) 1 – 5
Tempo di coagulazione in tubo capillare (min.) 3 – 4 5,2 ± 0,2
Tempo di protrombina (PT) (sec.) 7 – 10 5 – 9
Tempo di trombina (TT) (sec.) 6 – 9
Tempo di tromboplastina parziale (PTT) (sec.) 14 – 25 14 – 28
Fibrinogeno (mg/dl) 150 – 200

3.4. Enzimi

Valori normali degli enzimi ematici nel cane e nel gatto
Parametri Cane Gatto
ALT (GPT) (U/l) 10 – 50
AST (GOT) (U/l) 15 – 40
AP (fosfatasi alkalina) (U/i) 20 – 190 10 – 70
fino a 6 mesi d’età > 200 > 120
SDH (U/l) 0 – 2
GGT (U/l) 0 – 6 0 – 5
MDH (U/l) < 150
LDH totale (U/l) 10 – 100
α-HBDH (α-idrossibutirrato deidrogenasi; isoenzima LDH1) 10 – 350
CK attivata (U/l) 20 – 50
GLDH attivata (U/l) 0 – 6
Fosfatasi acida totale (U/l) 0,7 – 4,75
Fosfatasi acida prostatica (U/l) 0,3 – 2,73
Colinesterasi (U/l) 1.500 – 3.000
α-amilasi (U/l) 1.600 ± 370 1.380 ± 410
Lipasi (U/l) Fino a 300 Fino a 250
Aldolasi (U/l) 6 – 15 4 – 15
Isoenzimi:
LDH1 30 ± 10
LDH2 10 ± 5
LDH3 10 ± 5
LDH4 10 ± 5
LDH5 40 ± 10
CK MM 40 – 10
CK MB 1 – 3
CK BB 0

3.5. Metaboliti

Valori normali dei metaboliti ematici nel cane e nel gatto
Parametri Cane Gatto
Bilirubina totale 0,1 – 0,6 0,1 – 0,2
Bilirubina diretta 0 – 0,14 0 – 0,15
Bilirubina indiretta 0,07 – 0,6 0,09 – 0,2
Acidi biliari:
acido colico coniugato (CCA) (nmol/ml) 0,71 ± 0,15 (a digiuno)
valore medio dopo il pasto 10
acido chenodesossicolico coniugato (CCDCA) (nmol/ml) 0,27 ± 0,11 (a digiuno)
valore medio dopo il pasto 2,3
Urea (BUN) (mg/dl) 20 – 50 20 – 65
Creatinina (mg/dl) 0,6 – 1,2 0,2 – 1,6
Glucosio (mg/dl) 60 – 110 90 – 120
Colesterolo totale (mg/dl) 100 – 250 70 – 150
Trigliceridi (mg/dl) 50 – 100 40 – 80
Acido urico (mg/dl) 0,2 – 0,8 0,1 – 0,7
Lipidi totali (mg/dl) 50 – 730 140 – 600
Lattato (mg/dl) 5 – 20
Piruvato (mEq/l) 0,1 – 0,2
NH3 (µg/dl) < 100

3.6. Proteine

Valori normali della protidemia nel cane e nel gatto
Parametri Cane Gatto
Proteine totali (g/dl) 5,4 – 7,1 5,4 – 7,8
Albumina (g/dl) 2,2 – 3,2 2,1 – 3,3
Globuline totali (g/dl) 2,7 – 4,4 2,6 – 5,1
Globuline α1 (g/dl) 0,3 – 0,8 0,3 – 0,5
Globuline α2 (g/dl) 0,5 – 1,2 0,4 – 1
Globuline β (g/dl) 0,7 – 1,6 0,6 – 1,9
Globuline γ (g/dl) 0,4 – 1 0,5 – 1,5

3.7. Ormoni

Valori normali degli ormoni ematici nel cane e nel gatto
Parametri Cane Gatto
ACTH (pg/ml) 20 – 100 (45)
Gastrina (pg/ml) 45 – 125 28 – 135
GH (ng/ml) 0,4 ± 0,1; 1,8 – 3,8
valori più ricorrenti 2 – 3
Tripsinogeno (µ/dl) 2,5 – 3
Cortisolo (metodo RIA) (µg/ml) 1,8 – 4 1 – 3
Insulina (µU/ml) 6 – 22 0 – 50
Paratormone (PTH) (µlEq/ml) 65 – 213
Calcitonina (pg-Eq/ml) Meno o uguale a 25
T3 (triiodiotironina) (ng/dl) 80 – 290 60 – 200
T4 (tetraiodiotironina o tiroxina) (µg/dl) 1,3 – 4 1 – 5

3.8. Fluido cerebrospinale

Valori normali dei parametri del liquido cerebrospinale nel cane e nel gatto
Parametri Cane Gatto
Colore Chiaro o incolore
Pressione (mm H2O) Meno di 170 Meno di 100
Linfociti Meno di 8
Eritrociti Assenti
Proteine (mg/dl) Meno di 25 Meno di 20
Glucosio (mg/dl) 60 – 115 85
Bibliografia: Alfredo Buonaccorsi – Le malattie del cane e del gatto – Diagnostica e terapia medica – Edagricole, 1995.

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Ultima modifica: 6 giugno 2010 @ 01:31 18''